Fase critica in architettura conservativa e gestione energetica è la taratura dinamica delle aperture tradizionali: non si tratta di un semplice aggiornamento tecnologico, ma di un sistema integrato che rispetta la complessità dei materiali originali, la variabilità microclimatica locale e le esigenze di conservazione del patrimonio. La taratura dinamica, come delineato nel Tier 3, richiede un framework preciso e operativo che coniughi dati climatici locali, analisi termoigrometrica dei materiali storici e logiche di controllo automatizzate senza alterare la struttura né compromettere l’integrità architettonica. Questo articolo approfondisce, con dettagli tecnici e procedure operative, il processo per implementare tale sistema in contesti storici, partendo dalle basi descritte nel Tier 2 e proponendo una roadmap esatta per l’integrazione automatizzata.
**1. Fondamenti: dalla Taratura Dinamica al Contesto Storico (Tier 1 → Tier 2)**
Come delineato nel Tier 1, la taratura dinamica è un processo automatizzato che regola aperture fisiche — finestre, lucernari, aperture tradizionali — in risposta a variabili climatiche in tempo reale, ottimizzando comfort interno, consumo energetico e preservazione del bene architettonico. Tale sistema si distingue dalla taratura statica perché integra dati climatici dinamici — microclima locale, radiazione solare oraria, umidità relativa — e proprietà termiche reali dei materiali originali (intonaci, legni, murature), evitando interventi invasivi. In contesti storici, questo richiede un approccio non invasivo: sensori e attuatori devono rispettare geometrie non standard e materiali igroscopici, preservando l’autenticità. Il Tier 2 introduce la necessità di un modello predittivo locale, integrato con dati storici microclimatici e caratterizzazione termica precisa.
**2. Analisi del Contesto: Dati Climatici e Materiali Tradizionali**
La precisione del sistema dipende dalla qualità dei dati di ingresso. Per un’implementazione esperta, è essenziale caratterizzare il microclima locale tramite stazioni meteo ARPA regionali, modelli CFD a scala urbana e analisi storiche di esposizione solare oraria.